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heidiontherock
un mondo ... attraverso i miei occhi
13 dicembre 2007
Nel libero stato di Bananas

Art.21 della Costituzione Italiana 1948 “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”. Sempre del 1948 la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo recita: “Ogni individuo ha il diritto alla libertà di pensiero, coscienza e di religione” (art.18), “Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere” (art. 19).
Secondo le ultime stime di “Blog Herald”, sono ormai più di 100 millioni i blog sparsi senza confini nel world wide web. Nato inizialmente nel lontano 1997 come diario personale o quaderno di viaggio attraverso il quale poter esprimere liberamente pensieri, emozioni e, volendo, interagire con altri “blognauti”. Oggi si possono categorizzare in una infinità di modi. Ritroviamo così, durante le nostre ricerche, nell’apparentemente vastissimo mondo dell’informazione online, blog confidenziali, di attualità, politici, di vetrina, photoblog, video blog, urbanblog e tanti altri ancora. Il “blog-boom” non fu inizialmente ben visto da molti giornalisti, propensi a snobbare e a criticare tutti gli artefatti più o meno giornalistici, più o meno tecno-evoluti, trattandoli come banali fenomeni della cultura giovanile. Ma ciò che allora non sapevano ancora, è che sarebbero stati proprio i blog a guadagnare nel tempo e nello spazio consenso e credibilità come fonte di informazione. Prese il via ciò che negli USA fu sopranominato il “citizen journalism”, il giornalismo civico che parte dal basso, che ben presto entrò in competizione con coloro che si dichiarano giornalisti con la “G” maiuscola. Proprio loro, i professionisti dei vecchi media, si ridefinirono nella nuova realtà del “e-giornalismo” creando i propri blog come modello di conversazione orizzontale.
Se, però, credete che il giornalismo elettronico permetta a chiunque di poter scrivere su qualsiasi cosa, da qualsiasi parte e in qualsiasi momento, senza essere esposto a filtri editoriali, censura o recensione … tornate sulla terra, perché non è proprio così! Sempre più frequentemente vengono resi noti casi in cui i blogger vengono citati in tribunale a rendere conto delle proprie responsabilità legali.
Ricordate il caso dei colossi della net economy quali Google, Yahoo! e Microsoft? Hanno accettato gravi vincoli di censura al libero flusso delle informazioni su Internet per accedere al mercato orientale, rendendosi solo ora conto di ritrovarsi spesso in una realtà di repressione culturale, dove la libertà di espressione viene perseguitata, monitorata e censurata dalla leadership del governo.
Senza navigare in acque troppo lontane, saranno ben presto i bloggers italiani a doversi confrontare con l’art.6 del “disegno di legge 3. agosto 2007 nuova disciplina dell’editoria”. Per ora solo un disegno di legge che prevede anche per piccoli siti e blog, l’iscrizione al ROC, burocrazia, spese impreviste e sanzioni. La conseguenza più immediata è che la maggioranza dei blog sarebbe fuori legge, costretta a ricercare nuove piattaforme internazionali che non prevedono censura alla libera espressione.
In tutto questo, mentre i positivisti parlano di “democratizzazione mondiale della rete attraverso cittadini impegnati” e di intelligenza collettiva c’è ancora chi continua a lamentarsi di blog troppo personali ed egocentrici, fino a parlare di un “self-fashioning online”, definizione coniata da Stephen Greenblatt. Spazi esibizionistici del sé, dove i blogger cercano di attirare l’attenzione di milioni, lasciando però poche possibilità di inserire commenti.
Nella classifica mondiale dei 100 blog più visitati, realizzata da Tecnorati (motore di ricerca creato nel dicembre 2005 dedicato al mondo dei blog), appare un unico blog italiano, all’ottavo posto, quello di Beppe Grillo. Un blog nato, forse, come sfogo e divenuto espressione e coagulo di un’ideologia, capace di esercitare pressione su vicende scomode e dare vita a mobilitazioni di massa nazionali ed extranazionali.
C’è paura per questo tipo di espressione? E’ in atto un tentativo di imbavagliare e assoggettare a controllo politico anche questo tipo di comunicazione?
Del resto già esistono norme che impediscono di aggredire gratuitamente una persona o diffondere informazioni false sul suo conto: il reato di diffamazione.
L’associazione “Reporters sans frontières” ha reso disponibile gratuitamente una guida per aiutare i blogger che vogliono esprimere liberamente il loro pensiero, ma che sono ostacolati in quanto vivono in paesi con regimi autoritari. Tale guida è diffusa in cinque lingue: inglese, francese, arabo, persiano e cinese. Presto si aggiungerà la necessità di averla anche in italiano?

Disclaimer: leggendo il mio blog potete cadere nelle mie banalità, ma io non voglio fare la giornalista.




permalink | inviato da heidiontherock il 13/12/2007 alle 19:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
20 novembre 2007
vacanza...dolce vacanza

 


DIARIO DI BORDO, 33. Settimana, anno domini 2007

Era la settimana del “gruppo vacanza Piemonte”. Il nome non c’entra niente con le nostre provenienze, ma mi piace chiamarci così. Equipaggio allegramente composto da Antonio, Antonella e Ilaria, ancora Antonella e Dalila (detta anche Campanellino), Matteo e Mara, Fabio e Claudia, i mitici Silvio e Carlo (skipper e co-skipper). Undici sconosciuti, undici teste diverse, non solo per la loro fisionomia, ma anche per il loro contenuto, ritrovati a Corfù, per passare una settimana insieme navigando nel Mar Ionio.

Lei era lì, ferma, non immobile, forse ignara di quello che le poteva succedere durante la settimana, ancora ondeggiante tranquillamente nel porto di Gouvia Marina …

Il nostro viaggio inizia ufficialmente il 4. Agosto con l’assalto, ore 17 in punto. Dopo una breve escursione al supermercato dell’entroterra per fare cambusa, possiamo finalmente impadronirci delle cabine. Oggi riesco finalmente a distinguere la prua dalla poppa. Segue una breve introduzione di Silvio, sull’uso del bagno. Se non ricordo male era: spostare la manopola a sinistra, pompare … spostare manopola a destra pompare … oppure era pompare, spostare … spostare e poi pompare?! Non c’è bisogno di panico, dopo una settimana, in un modo o l’altro, lo avrete imparato. Importante, che alla fine della transazione, tutto sia scaricato, e la manopola a destra!

Voci di porto indicano Maestrale con punte di 30 nodi, le voci montano rapidamente più del vento e quasi arrivati in barca si favoleggia la tempesta perfetta…

In serata, con quasi tutti gli occupanti al completo, Antonella e Ilaria causa mare effettivamente mosso riusciranno ad arrivare solo l’indomani, si riparte all’esplorazione di Gouvia. Prima cenetta introduttiva, per conoscerci e per conoscere le delizie culinarie dell’isola: tzatziki, saganake, souflaki, polpi grigliati, … primo intoppo: scopriamo che skipper e co-skipper bevono solo Mythos (ottima birra locale), noi abbiamo riempito il pozzetto con la bionda olandese solo due ore prima!

Domenica 5 Agosto: dopo aver imbarcato anche Antonella con Dalila, salpiamo in mattinata dal porto di Gouvia. Costeggiando la costa albanese ci dirigiamo verso Paxos, con primo stop nel tardo pomeriggio nella baia di fronte a Sivota … primo bagno! Per motivi meteorologici non riusciamo a vedere Silvio e Carlo camminare sulle acque. E proprio le condizioni del tempo diventano per alcuni disgrazia: durante il giorno avevamo un bel mistral, che ci accompagnerà nei prossimi giorni, e del quale hanno approfittato i “ragazzi” introducendoci brevemente con alcune manovre nei misteri della vela … adoro navigare di bolina! In serata piccola escursione con il dinghi alla scoperta delle delizie culinarie, ma anche per armarci alla pesca. Durante tutto il viaggio riscopriamo l’antico istinto della caccia. Resteremo a dormire in baia, protetti da un isoletta. Già, ci stiamo trasformando a veri pirati.

Lunedì mattina si riparte, sempre con il mistral che gonfia le vele, costeggiando ancora la terraferma della costa greca con destinazione Parga. Abbiamo la possibilità di goderci la Grecia con tutte le sue sfumature, sia quelle dei fondali limpidi e delle acque cristalline, che quelle delle impetuose montagne tinte di verde. Trascorreremo la notte nella baia di Parga per varie esigenze. Il mistral ormai lo conosciamo in tutte le sue sfaccettature, anche la conseguente temperatura del mare. È pomeriggio e noi siamo coperti con le felpe. Certo non ci vuole molto per convincerci a fare una lunga siesta ristoratrice, cullati dal movimento delle onde sulle quali su muove la Dreamaker, solo in pochi osano un tuffetto nelle acqua gelide. La serata si conclude con una gita notturna a Parga: souvenir shopping, ancora esche, un gelatino … e poi si ritorna per la nanna a bordo. Siamo proprio pirati abbrutiti, apprezziamo il cibo, snobbando contemporaneamente le bellezze che testimoniano la grande cultura e la storia “forse una modesta fuga dalla civiltà?”.

Martedì mattina: facciamo il grande salto con rotta verso l’isola di Paxos, sarà Gaios la prediletta. Arriviamo in tempo per mangiare (ovviamente) e fare cambusa. Bancomat e carte di credito che non funzionano riescono a toglierci la tranquillità conquistata negli ultimi giorni. Ormai è ora di cena, e prendiamo d’assalto una taverna, finendo con scambi di opinione in politica, religione, vite passate e quant’altro. Il gelatino ovviamente non manca. Giusto il tempo per un salvataggio notturno di un ancora tedesca, un veloce “ciao-ciao” alle caprette e si riparte la mattina seguente. Chi sa se qualcuno si ricorda delle bellissime casette lungo il canale di entrata, tinte in ocra, rosa, lilla, …

Ormai è Mercoledì … stiamo giungendo all’ isoletta di Mogonissi collegata a Paxòs da un ponte. La giornata vola tra pesca, tuffi, mangiate e la ormai collaudata pennichella pomeridiana. Ragazzi, che vita! Purtroppo non siamo soli: circondati da tante altre imbarcazioni di ogni genere, ormeggiati di fronte al bar di uno dei moli più trendy, riusciamo solo in tarda notte trovare riposo. C’è chi ha fatto un salto al bar per godersi un decente aperitivo, e chi, finalmente ha fatto uno sforzo fisico per salire al “grand théâtre” ammirando l’isola di Antipaxos tinta nel rosato del tramonto. Siamo immersi nel verde. Spettacolare svegliarsi la mattina con la nebbia scesa dalle montagne, e che solo con l’alba avanzata si dissolve.

Le giornate scorrono troppo velocemente per godersi gli spettacoli fino infondo. Siamo a giovedì, e dobbiamo iniziare a pensare al rientro, previsto per venerdì sera a Gouvia Marina. Risaliamo lungo la costa occidentale di Paxos, che ci lascia ancora una volta senza fiato: insenature minuscole, sempre più folte pinete che si tuffano nel pelago, strapiombi biancastri, ponti naturali e grandi grotte (ci entrano quasi le imbarcazioni delle gite giornaliere) che in passato regalavano riparo a pirati e sommergibili tedeschi. Riusciamo a fermarci in qualche baia, per goderci le spiagge deserte, le grotte e per lasciare un segno per chi arriverà dopo di noi. Ci proviamo ancora con la pesca, ormai armati fino ai denti con bulgari, esche naturali e finte, canne di ogni dimensione … da fare invidia.

Lasciamo l’isola di Paxos dietro le spalle per raggiungere ancora una baia dove trascorrere la notte. Arriviamo a Pagania in prossimità del confine con l’Albania. Circondati da pesci “volanti” e mucche fornite di campane, questa volta si riesce a pescare e farci uscire persino una spaghettata al gusto di occhiate e parago. Passiamo la notte isolati dal resto del turismo nautico ed in buona parte anche dal resto del mondo “forse chi ama la vela ama proprio questo avere la possibilità di allontanarsi, anche se per brevi istanti dalla civiltà … forse è solo un mio pensiero romantico”. Scriviamo ormai il 9 Agosto. Spostiamo la notte di S. Lorenzo di un giorno in avanti, e tra una stella cadente e l’altra si fanno due chiacchiere su come può essere rilassante la vacanza anche sul funzionamento intestinale, si riflette sulla settimana trascorsa e ci si addormenta, abbracciati dal cielo illuminato di stelle.

Venerdì si parte presto in mattinata per rientrare in tempo nel porto. La settimana sta per finire. Per rallegrare le anime che man mano si spengono con ogni miglio che ci avvicina alla costa di Corfù, facciamo un tuffo a testa in mezzo al mare: 58mt per arrivare al fondo, in un acqua blu profondo … ma siamo spensierati, nonostante la mancata pesca al tonno. Breve sosta alla baia di Agni per mangiare, snorkeling, … si rientra con il cuore appesantito.

Solo in tarda serata, durante il brindisi di fine vacanza abbiamo scoperto la causa della mancanza di pesce: un branco di quindici squali e un cucciolo di squalo bianco di 4,50mt è entrato nel mare davanti a Corfù seguendo i traghetti … mentre noi ci tuffavamo allegramente. In seguito mi sono informata: la presenza di squali in acque greche è normale, e fino oggi non si sono verificati incidenti con l’uomo.

Siamo sempre le undici teste diverse ritrovatosi per una vacanza in barca a vela in Grecia, seguendo le rotte di pirati e sommergibili, di miti greci, flotte veneziane, di normanni, russi, napoleonici e infine inglesi. Qualche testa ha deciso di ritornare per ritrovarsi sempre lì, a Corfù. Per discutere, per ridere e vivere in compagnia, ma anche per imparare, per confrontarsi, per riscoprirsi. Per realizzare finalmente la grande pesca, per una partita a backgammon.

Mi dicevamo che i ricordi non restano nelle foto, ma soprattutto nel cuore.

Consigli per chi deve partire:

  1. Partire con dei perfetti estranei in vacanza non sempre deve spaventarci.
  2. Hai fatto la valigia con solo il stretto necessario? Bene, adesso rifalla perché hai ancora troppo nel bagaglio.
  3. Rifletti bene su cosa e quanto mettere nel carrello “cambusa” … sarà sempre troppo poco. È l’occasione di pensare alla grande!
  4. In barca ascolta sempre la voce del capitano … ha più esperienza di te e la responsabilità!
  5. Informati sul funzionamento delle carta di credito o del bancomat prima di partire. Evita agitazioni superflue.

Le DIECI REGOLE D’ORO a bordo della Dreamaker:

  1. Togliti sempre le scarpe prima di salire in barca.
  2. Durante la navigazione non devi stare dietro i timoni.
  3. Durante le manovre si sta nel pozzetto.
  4. Durante le manovre di ancoraggio si sta sempre nel pozzetto, ma in silenzio.
  5. Rispetta l’ora di riposo dopo il pranzo.
  6. Non prendere iniziative senza la esplicita autorizzazione del capitano.
  7. Utilizza sempre una borsa per i tuoi oggetti personali, non lasciarli in giro sul ponte.
  8. Tieni sempre in ordine tutti gli spazzi della barca.
  9. Non offrire mai l’espresso al capitano – beve solo nescafè miscela speciale e mythos.

e ricordati 10. il capitano cammina sulle acque.




permalink | inviato da heidiontherock il 20/11/2007 alle 0:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
14 aprile 2007
...
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.

          
P. Neruda




permalink | inviato da il 14/4/2007 alle 15:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
6 aprile 2007
...allora buona pasqua



permalink | inviato da il 6/4/2007 alle 15:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
1 aprile 2007
La lepre e il dragone

Questo è la storia del drago che scoprì di essere una lepre, e che in seguito diventò un drago con un cuore di lepre.
Sono passati ormai più di dieci anni, da quando mi sono fatta incidere un bellissimo tatuaggio sul corpo. Non sono ne eccentrica ne ribelle, e non appartengo neanche ad un gruppo punk.
Per me, il tatuaggio, oltre ad essere un ornamento sulla pelle, è la mia carta d’identità, un’appartenenza, un modo di vivere ed essere.
Ammetto che la scelta sia del simbolo che del metodo, è un mix di tecnica americana combinata con simbologia cinese e tribale, molto in voga durante gli anni novanta, che meglio rispecchia il mio credo.
Il Drago per me ha enorme un valore simbolico: l’incisione avvenuta dopo un evento importante, doveva, per sempre,  ricordarmi nei momenti difficili questo evento significativo della vita, la mia identità e la forza che porto con me.
In questi giorni, navigando spensieratamente nel web, sono capitata su una pagina che permette di calcolare il proprio segno nell’oroscopo cinese.
Scoprii cosi, per pura curiosità, di essere una lepre.
Molti non riescono a capire cosa può significare, ma è stato veramente un duro colpo: perdere il valore di qualcosa che senti tuo, con la quale ti identifichi … era come perdere una linea guida, quasi spirituale.
Ma la questione fondamentale che ha riempito le mie giornate: come evolvere adesso un drago in una lepre? Mi sono convinta di essere una lepre con un cuore di drago … bisogna abituarsi all’idea, quasi potrei conviverci, sempre meglio che niente.
In seguito ho scoperto che questo sistema non è tanto convincente: immettendo gli stessi dati in diversi calcolatori internet uscì una volta il drago e una volta la lepre … rewind.
Sono veramente un drago, ed essere un drago di fuoco con il cuore di una lepre in legno non è poi così male … ma l’ascendente cane dove lo metto?

Il Drago: In oriente è considerato un Mago! Ha molte virtù, è vitale, brillante ed entusiasta. L'ottimismo, la grinta, la fiducia nelle proprie capacità ( che sono notevoli), lo portano a sfidare spesso il destino e a raggiungere traguardi difficili partendo da zero. Ha un'intelligenza acuta e vivace, è amante della perfezione, grande capacità intuitiva unita ad una tenacia fuori dal comune che lo conduce quasi sempre al successo. Possiede tatto, diplomazia e spirito organizzativo, destinato ad un grande avvenire. Onesto e leale, a volte un po' troppo ingenuo e molto fiducioso e può essere imbrogliato. In amore è capace di forti sentimenti e di grandi slanci, sempre sinceri. Ha molti corteggiatori ma non s'innamora  facilmente, dal partner richiede in modo particolare lealtà e sincerità, in famiglia è sempre generoso con tutti. Sempre alla ricerca della libertà ha un carattere forte , ha spirito d'iniziativa, è fortunato, ottimista e quasi sempre allegro. Ama cimentarsi nelle situazioni più difficili risolvendole grazie alla sicurezza in se stesso e in ciò che fa. I nati del Drago hanno una personalità eccentrica che viene spesso presa in simpatia. Il Drago è l'animale più potente dell'Oroscopo Cinese: intelligente, tenace e soprattutto determinato a raggiungere il proprio fine con ogni mezzo. Grandi trascinatori, i Draghi possono riunire sotto un unico ideale un intero popolo e diventare il leader naturale e indiscusso. Gli unici difetti possono essere il loro opportunismo, al limite del cinismo, e l'incapacità di accettare le sconfitte. La Scimmia e il Topo sono i suoi partner preferiti.

La Lepre: Calmo, prudente, diplomatico, cerca in continuazione la tranquillità evitando inutili conflitti per non complicarsi l'esistenza. Amabile, simpatico, ama tutto ciò che è raffinato, lussuoso e confortevole. Sul lavoro sa prevedere le mosse altrui riuscendo a trovare soluzioni per lui favorevoli. Desidera vivere in pace e in tranquillità, molto controllato, cortese e gentile, calmo, prudente, non perde mai la pazienza. L'abilità lavorativa, manuale e intellettuale è assai notevole, così come la concretezza, è disposto a tollerare parecchie cose pur di vivere in buona armonia con i propri simili. Molto portato per le attività commerciali, ha un grosso fiuto per gli affari, sa però difendere molto bene i suoi interessi. Adora il lusso e un tipo di vita molto raffinato e brillante, è un ospite meraviglioso e di piacevole compagnia, amabile e simpatico, fa sentire gli sempre a proprio agio. In amore ha un temperamento sentimentale, non cerca la grande passione, ma un tranquillo affetto, preferisce la tenerezza e un matrimonio che dia un senso di sicurezza. I nati della Lepre sono estremamente altruisti e per questo sono molto apprezzati da chi li circonda. In amore sono estremamente romantici e spesso idealizzano il rapporto con il proprio partner. La Lepre per essere a proprio agio deve trovarsi nel proprio ambiente naturale e per questo non ama allontanarsi da casa per lunghi periodi. Molto importante è anche la famiglia e il senso di sicurezza che questa infonde costantemente e che permette ai nati della Lepre di condurre una felice esistenza. Il loro difetto principale è costituito dal pessimismo di cui sono frequentemente afflitti. Il partner ideale è della Lepre è un nato della Capra o del Cinghiale.
la Lepre viene talvolta identificata anche con un altro animale: il Gatto.

Il Fuoco rappresenta e genera il calore.
I nati sotto l'influenza dell'elemento del fuoco sono carichi di energie e amano e praticano le attività fisiche. Vivono i rapporti d' amore e di amicizia con grande passionalità. Amano la vita all'aria aperta e sono ambientalisti ed ecologisti. Ama l'avventura e le novità, coraggio, entusiasmo e intraprendenza. Attivo con attitudine al comando. Dotato di grande energia che lo può portare al successo, irradia calore umano, generosità e gioia di vivere.
Per la medicina cinese il fuoco rappresenta e garantisce il funzionamento dell' intestino tenue e del cuore.
Il Legno è il simbolo cinese della saggezza. Influenzato da questo elemento e dinamico, d’iniziativa, buona volontà, ottima dirittura morale nel migliorarsi e nel raggiungere posizioni sempre più elevate. Portato a considerare cose e valori ai giusti livelli, e organizzatore e dirigente di prestigio, ha istintive capacita di convincimento e di sprone alla collaborazione. Generoso e gentile, e talvolta impulsivo tale da correre il rischio di compromettere buoni rapporti con il suo prossimo. Ha elevata opinione di se e delle sue capacità.




permalink | inviato da il 1/4/2007 alle 16:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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